La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

mercoledì 30 gennaio 2013

Gli presi una mano

Gli presi una mano e dissi la frase di tutte le donne che cercano di essere tenere: mi piacciono le vostre mani. 

Simone de Beauvoir


Poi, quando la primalba aveva rischiarato la camera

Poi, quando la primalba aveva rischiarato la camera, s’era rialzata sul gomito per guardare Giovanni che dormiva: nel tenue chiarore il viso bruno di lui si distingueva appena, ed ella lo contemplava come un paesaggio amato nell’infanzia dal quale dovesse staccarsi per sempre.

Alba de Céspedes


lunedì 28 gennaio 2013

Né lettera né sogno vengono a comando


Lettera come un modo ultraterreno di comunicazione, meno perfetto del sogno, ma regolato dalle stesse leggi. Né lettera né sogno vengono a comando: si sogna e si scrive non quando noi ne abbiamo voglia, ma quando ha voglia: la lettera - di essere scritta; il sogno - di apparirci.

Marina Cvetaeva


verrà un vento a porgerti la mano: mettiti in cammino!

La tua nostalgia è un mare che puoi navigare,
la tua nostalgia è un terreno su cui puoi camminare,
perché te ne stai allora inerte e scorata
fissando il vuoto?
Verrà un mattino con un orizzonte più rosso
di tutti gli altri,
verrà un vento a porgerti la mano:
mettiti in cammino!


Edith Södergran



giovedì 24 gennaio 2013

e dei volti solo l’attesa

Del mare dell’estate c’è ora solo
il riflesso del tramonto,
del riflesso solo i volti
e dei volti solo l’attesa.

Henrik Nordbrandt


I giorni avevano un senso, perfino un elemento di suspense.


Erano anni che non aveva alcun genere di rapporto sentimentale. Sembrava quasi aver rinunciato. Ora invece gli tornò in mente il significato che una storia d’amore poteva dare anche ai momenti più ordinari. Le attività più banali potevano assumere colori e intensità particolari. I giorni avevano un senso, perfino un elemento di suspense. Questo gli mancava. 

Anne Tyler



mercoledì 23 gennaio 2013

Per noi l’amore non è paradiso terrestre

Per noi
l’amore
non è paradiso terrestre
a noi
l’amore
annunzia ronzando
che di nuovo
è stato messo in marcia
il motore
raffreddato del cuore.

Vladimir Majakovskij



È in remote terre che stanno i grossi sassi su cui riposano i miei pensieri

La mia anima ama tanto i paesi stranieri,
come se le mancasse una patria.
È in remote terre che stanno i grossi sassi
su cui riposano i miei pensieri.
Fu uno straniero a scrivere le singolari parole
su quella tavola dura che è la mia anima.

Edith Södergran


lunedì 21 gennaio 2013

la maschera, a lungo andare, diventa il volto


M’importava assai poco che l'accordo ottenuto fosse esteriore, imposto, probabilmente temporaneo; sapevo che il bene e il male sono una questione d'abitudine, che il temporaneo si prolunga, che le cose esterne penetrano all'interno, e che la maschera, a lungo andare, diventa il volto.

Marguerite Yourcenar - Memorie di Adriano



giovedì 17 gennaio 2013

La prova sarà il mio corpo

Sei accanto a me; la tua mano mi accarezza il viso
come se anche tu avessi sentito –
devi aver capito, in quel momento, quanto ti desideravo.
Lo sapremo per sempre, tu ed io. La prova sarà il mio corpo.

Louise Glück


mercoledì 16 gennaio 2013

il silenzio dell’orchidea

C’è l’improvviso silenzio della folla
quando un giocatore è immobile, nello stadio
e il silenzio dell’orchidea.
Il silenzio del vaso che sta cadendo
poco prima che tocchi il pavimento…
Il silenzio quando ti stringo a me,
il silenzio della finestra sopra di noi,
il silenzio quando ti alzi e ti allontani.

Billy Collins


Ora l’amore è la stella incastrata sotto il mio tacco, nella notte

Sognavo di amare. Il sogno rimane, ma l’amore
non è più quella tempesta che faceva vibrare di luce bianca ed elettrica 
le torri del castello, o lasciava la mente senza più rime
o si accendeva per un istante, lì dove la strada era al bivio. 
Ora l’amore è la stella incastrata sotto il mio tacco, nella notte.


Don Paterson



non solo il fuoco tra noi arde, ma tutta la vita, la semplice storia


Ahi, sì, ricordo,
ahi, i tuoi occhi chiusi
come pieni dentro di luce nera,
tutto il tuo corpo come una mano aperta,
come un grappolo bianco della luna,
e l'estasi,
quando un fulmine ci uccide,
quando un pugnale ci ferisce nelle radici
e una luce ci spezza la chioma,
e quando
di nuovo
torniamo alla vita,
come uscissimo dall'oceano,
come tornassimo feriti
dal naufragio
tra le pietre e l'alghe rosse.

Ma
altri ricordi esistono,
non solo fiori dell'incendio,
ma piccoli germogli
che compaiono d'improvviso
quando vado nei treni
o nelle strade.

Ti vedo
che lavi i miei fazzoletti,
che appendi alla finestra
i miei calzini rotti,
vedo la tua figura in cui tutto,
tutto il piacere come una fiammata
cadde senza distruggerti,
di nuovo,
donnina
d'ogni giorno,
di nuovo essere umano,
umilmente umano,
superbamente povero,
come devi essere perché tu sia
non la rapida rosa
che la cenere dell'amore dissolve,
ma tutta la vita,
tutta la vita con sapone ed aghi,
con l'aroma che amo
della cucina che forse non avremo
in cui la tua mano, tra le patate fritte
e la tua bocca, che nell'inverno canta,
mentre arriva l'arrosto,
saran per me la permanenza
della felicità sopra la terra.

Ahi, vita mia,
non solo il fuoco tra noi arde,
ma tutta la vita,
la semplice storia,
l'amore semplice
di una donna e d'un uomo
uguali a tutti gli altri.


Pablo Neruda


martedì 15 gennaio 2013

ma che freddo fa

D'inverno il sole stanco 
a letto presto se ne va 
non ce la fa più 
non ce la fa più 
la notte adesso scende 
con le sue mani fredde su di me 
ma che freddo fa 
ma che freddo fa 
basterebbe una carezza 
per un cuore di ragazza 
forse allora sì - che t'amerei. 
Mi sento una farfalla 
che sui fiori non vola più 
che non vola più 
che non vola più 
mi son bruciata al fuoco 
del tuo grande amore 
che s'è spento già 
ma che freddo fa 
ma che freddo fa 
tu ragazzo m'hai delusa 
hai rubato dal mio viso 
quel sorriso che non tornerà. 
Cos'è la vita 
senza l'amore 
è solo un albero 
che foglie non ha più 
e s'alza il vento 
un vento freddo 
come le foglie 
le speranze butta giù 
ma questa vita cos'è 
se manchi tu. 
Non mi ami più 
che freddo fa 
cos'è la vita 
se manchi tu 
non mi ami più 
che freddo fa



dove tutti i rumori hanno la cadenza degli addii

Riconosco in te esseri misteriosi,
viaggiatori dalle mete segrete
incontrati un tempo nella bruma delle stazioni
dove tutti i rumori hanno la cadenza degli addii.

Oscar Wladyslaw Miloz


anziché l’odore della stampa, sento l’odore della salvia

Siedo al ristorante, ho terminato il pranzo, vedo il mare.
Mi nascondo col giornale, lo sollevo in alto:
non mi sento bene davanti a questo grande occhio.
Mi volto dall’altra parte, mi agito, mi rannicchio,
ma il mare è sempre davanti a me, fuoriesce dalla stampa
inonda la carta del giornale, sommerge le fotografie;
anziché l’odore della stampa, sento l’odore della salvia.

Antun Soljan


e ci ritroviamo in questo incontro finale tra le risaie allagate

Tu sei orizzontale.
Io sono verticale.
Tra di noi
dividiamo gli astri
e le quattro direzioni.
Veniamo dal posto in cui si diviene,
passiamo di qui,
e ci ritroviamo
in questo incontro finale
tra le risaie allagate.

Lin Ling


Perché non vieni mai svegliato durante la notte da una voce al telefono che ti dice: ‘non ti ho mai dimenticato’?


‎"Ma perché non funziona tutto come nei film? Perché gli estranei in metropolitana, invece che limitarsi a guardarti, non attaccano bottone dicendoti che hai un sorriso bellissimo? Perché dopo trent’anni, in un café del centro, non rincontri mai la persona per cui hai lottato? Perché le madri fanno fatica a capire i propri figli e i padri ad accettarli? Perché la frase giusta arriva sempre durante il momento sbagliato? Perché non ti capita mai di correre sotto la pioggia, di arrivare davanti al portone di qualcuno, farlo scendere, scusarti e iniziare a parlare a vanvera per poi trovarti labbra a labbra e sentirti dire: ‘non importa, l’importante è che sei qui’? Perché non vieni mai svegliato durante la notte da una voce al telefono che ti dice: ‘non ti ho mai dimenticato’? Se fossimo più coraggiosi, più irrazionali, più combattivi, più estrosi, più sicuri e se fossimo meno orgogliosi, meno vergognosi, meno fragili, sono sicura che non dovremmo pagare nessun biglietto del cinema per vedere persone che fanno e dicono ciò che non abbiamo il coraggio di esternare, per vedere persone che amano come noi non riusciamo, per vedere persone che ci rappresentano, per vedere persone che, fingendo, riescono ad essere più sincere di noi."


David Grossman - Qualcuno con cui correre



lunedì 14 gennaio 2013

Io ti voglio, sono io


"Per vivere non voglio
isole, palazzi, torri.
Che altissima allegria:
vivere nei pronomi!
Getta via i vestiti,
i connotati, i ritratti;
non ti voglio così,
travestita da altra
figlia sempre di qualcosa.
Ti voglio libera, pura,
irriducibile: tu.
Quando ti chiamerò, so bene,
fra tutte le genti
del mondo,
solo tu sarai tu.
E quando mi chiederai
chi è che ti chiama,
chi ti vuole sua,
sotterrerò i nomi,
le pergamene, la storia.
Comincerò a distruggere quanto
m'hanno gettato addosso
da prima ancora ch'io nascessi.
E ritornato ormai
all'eterno anonimato
del nudo, della pietra, del mondo,
ti dirò:
«Io ti voglio, sono io».


Pedro Salinas


finché un nome e tutto quel che implica coincidono

Il tumulto del cuore
insiste a far domande.
Poi smette e si accinge a rispondere
nello stesso tono di voce.
Nessuno noterà la differenza…
E poi non c’è più scelta
e poi non c’è più senso
finché un nome
e tutto quel che implica coincidono.

Elizabeth Bishop


Ho disegnato una porta

Ho disegnato una porta
e mi sono seduta dietro di lei
pronta ad aprirla
non appena arrivi.

Dunya Mikhail


La poesia è mancanza

La poesia è mancanza.
È il respiro concavo
dove depongo
una susina,
una piuma
una pietra di fiume.

Daniela Raimondi


giovedì 10 gennaio 2013

Ardo, ardo, avvampo

Ardo, ardo, avvampo, mi struggo; accorrete,
vicini, amici, all'infiammato loco,
al ladro, al ladro, al tradimento, al foco;
scale, accette, martelli, acqua prendete;
e voi, torri sacrate, anco tacete?
Su, su, bronzi, ch'io dal gridar son roco;
dite il periglio altrui non lieve o poco,
e degl'incendi miei pietà chiedete.
Son due belli occhi il ladro, e seco amore
l'incendiario che l'inique faci
dentro la rocca m'avventò del core:
ecco i rimedi omai vani e fallaci.
Mi dice ogn'un per sì beato ardore:
Lascia che 'l cor s'incenerisca, e taci.



Claudio Monteverdi - "Ardo, ardo, avvampo" - "Madrigali guerrieri et amorosi, libro VIII"







Piena di te è la curva del silenzio.

Se dei tuoi doni e delle tue distruzioni, Oceano, alle mie mani
potessi io destinare una misura, un frutto, un fermento,
sceglierei il tuo riposo distante, le linee del tuo acciaio,
la tua distesa sorvegliata dal vento e dalla notte,
e l'energia del tuo linguaggio bianco
che sgretola e disfà le sue colonne
nella purezza della sua rovina.


Non è l'ultima onda col suo peso salino
quella che frange le coste e genera
la pace di arenile che contorna il mondo:
è il centrale volume della forza,
la potenza distesa delle acque,
l'immota solitudine affollata di vite.
Tempo, forse, o calice colmo
di ogni movimento, unità pura
non sigillata dalla morte, verde viscere
della totalità bruciante.

Del braccio immerso che solleva una goccia
non resta che un bacio del sale. Dei corpi
dell'uomo sulle tue rive un'umida fragranza
di fiore bagnato permane. La tua energia
sembra scivolare non esausta,
sembra ritornare al suo riposo.

L'onda che sferri,
arco d'identità, piuma stellata,
appena si sprofonda è solo schiuma
ma poi rinasce senza consumarsi.

Ogni tua forza ridiventa origine.
Solo abbandoni spoglie stritolate,
gusci che il tuo gran carico ha scartato,
ciò che l'eccesso del tuo avere esclude,
tutto ciò che ha cessato di esser grappolo.

Oltre le onde è protesa la tua statua.
Vive e ordinata come il petto e il manto
di una sola creatura, i cui respiri,
nella materia della luce issati,
pianure sollevate dalle onde,
sono la nuda pelle del pianeta.
E' tua la sostanza che ti colma.


Piena di te è la curva del silenzio.


Di sale e di miele tuoi ribolle il calice,
l'universale cavità dell'acqua,
e non ti manca quanto possa avere
un cratere spellato o un vaso rozzo:
cime vuote, cicatrici, segnali 
che vegliano sull'aria mutilata.

La tua corolla contro il mondo palpita,
tremano i tuoi sommersi cereali,
le soavi alghe appendono minacce,
navigano pullulanti i pescherecci
e sale al filo delle reti
solo il morto baleno della squama,
millimetro ferito nell'ampiezza
delle tue totalità cristalline.


Pablo Neruda


L’attaccapanni soffre con me

Mi sono affezionata all’attaccapanni
perché riceve con umiltà
la tua giacca, la tua camicia, i tuoi pantaloni.
E’ il mio complice più fedele
perché bada con zelo ai tuoi abiti quando mi ami.
Non dice che li accarezzo mentre dormi
né che alle loro asole abbottono i miei sogni.
L’attaccapanni soffre con me
se stacchi i tuoi indumenti per andartene
a camminare senza grinze per le strade.

Lucía Rivadeneyra



Dicono che un buon bagno cancella tutto


Dicono che un buon bagno
cancella tutto.
Io è da anni che mi bagno
mi strofino
mi arrosso
e non ho potuto strapparmi
le tue mani.
Lucía Rivadeneyra


fu l’origine di un cataclisma d’amore


La ragazzina alzò gli occhi per vedere chi stava passando davanti alla finestra, e quello sguardo casuale fu l’origine di un cataclisma d’amore che mezzo secolo dopo non era ancora terminato.

Gabriel Garcia Marquez



ci si innamora da un angolo acuto un poco in disparte


Ci si innamora così, cercando nella persona amata il punto a nessuno rilevato, che è dato in dono solo a chi scruta, ascolta con amore. Ci si innamora da vicino, ma non troppo, ci si innamora da un angolo acuto un poco in disparte in una stanza, presso una tavolata, seduto in un giardino dove gli altri ballano al ritmo di una musichetta insulsa e decisiva che fa da colla di pesce per una faccia che si appunta a spilli sul diaframma del petto."

Erri De Luca - Tu, mio


mercoledì 9 gennaio 2013

Io sono colui che conosce le vie Del firmamento, e il mio corpo è formato dal vento

Io sono colui che conosce le vie
Del firmamento, e il mio corpo è formato dal vento.
Ho visto la Signora della Vita,
Io, proprio io, che volo con le rondini.
Verde e grigia è la sua veste,
Trascinata dal vento.
Io sono colui che conosce le vie
Del firmamento, e il mio corpo è formato dal vento.
Manus animam pinxit,
Ho la penna in mano
Per scrivere la parola accetta…
Sulla mia bocca è il puro canto!
Ma quale bocca può ricevere,
Il canto del Loto di Kumi?
Io sono colui che conosce le vie
Del firmamento, e il mio corpo è formato dal vento.
Io sono la fiamma generata dal sole,
Io, proprio io, che volo con le rondini.
Sulla mia fronte sta la luna,
L’aria spira sotto le mie labbra.
La luna è una grande perla in acque di zaffiro,
E l’acqua scorre fresca dalle mie dita.
Io sono colui che conosce le vie
Del firmamento, e il mio corpo è formato dal vento.
Ezra Pound


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