La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

venerdì 28 giugno 2013

One last try

I wish I had one last try 
Hidden somewhere inside 
But it’s all been spent before 
When I reach for it 
I can sense it in my hand 
And when I try to grasp it it’s like sand 
Or water through my hopeful fingers 

This just won’t hold 
This just won’t hold 

There’s something so half-full about us 
we get so little but what we get it tastes so much 
we’re always longing for more 
Is this the end of the thread? 
the thread that led me to loose my head 
Over something that started with wonder 

This just won’t hold 

And even if a butterfly lives a hundred years 
Or the stream of water turns around in the rivers 

You and me, we’ll still be the same… 
You and me, we’ll be the same



non cercare di sapere più niente su di me

Il tuo piccolo cuore è ferito..
Non giudicarmi crudele perchè obbedisco 
all'irresistibile legge della mia forza e della mia debolezza..
Se il tuo piccolo cuore è ferito, anche il mio sanguina con il tuo.
Nell'estasi delle mia grande umiliazione, 
io vivo nella tua calda vita e tu morirai..
morirai dolcemente..nella mia vita.
Non posso farne a meno.
Così come io mi avvicino a te,
tu ti accosterai ad altri e capirai l'estasi di questa crudeltà,
che è pur sempre amore..
Così, per ora, non cercare di sapere più niente su di me...
ma amami con tutta la tua anima..

Joseph Sheridan Le Fanu



giovedì 27 giugno 2013

Qualcosa d'immensa fuga

È come una marea, quando lei fissa su me
i suoi occhi neri,
quando sento il suo corpo di creta bianca e mobile
tendersi e palpitare presso il mio,
è come una marea, quando lei è al mio fianco.

Disteso davanti ai mari del Sud ho visto
arrotolarsi le acque ed espandersi
incontenibilmente
fatalmente
nelle mattine e nei tramonti.

Acqua delle risacche sulle vecchie orme,
sulle vecchie tracce, sulle vecchie cose,
acqua delle risacche che dalle stelle
s'apre come una rosa immensa,
acqua che va avanzando sulle spiagge come
una mano ardita sotto una veste,
acqua che s'inoltra in mezzo alle scogliere,
acqua che s'infrange sulle rocce,
e come gli assassini silenziosa,
acqua implacabile come i vendicatori
acqua delle notti sinistre
sotto i moli come una vena spezzata,
o come il cuore del mare
in una irradiazione tremante e mostruosa

È qualcosa che dentro mi trasporta e mi cresce
immensamente vicino, quando lei è al mio fianco,
e come una marea che s'infrange nei suoi occhi
e che bacia la sua bocca, i suoi seni, le mani.

Tenerezza di dolore e dolore d'impossibile,
ala dei terribili
che si muove nella notte della mia carne e della sua
come un'acuminata forza di frecce nel cielo.

Qualcosa d'immensa fuga,
che non se ne va, che graffia dentro,
qualcosa che nelle parole scava pozzi tremendi,
qualcosa che, contro tutto s'infrange, contro tutto,
come i prigionieri contro le celle!

Lei, scolpita nel cuore della notte,
dall'inquietudine dei miei occhi allucinati,
lei, incisa nei legni del bosco
dai coltelli delle mie mani,
lei, il suo piacere unito al mio,
lei, gli occhi suoi neri,
lei, il suo cuore, farfalla insanguinata
che con le due antenne d'istinto m'ha toccato!

Non sta in questo stretto altopiano della mia vita!
È come un vento scatenato!

Se le mie parole trapassano appena come aghi
dovrebbero straziare come spade o come aratri!

È come una marea che mi trascina e mi piega,
è come una marea, quando lei è al mio fianco!


Pablo Neruda


martedì 25 giugno 2013

Tutto in te fu naufragio


Il tuo ricordo emerge dalla notte in cui sono.
Il fiume riannoda al mare il suo lamento ostinato.

Abbandonato come i moli all'alba.
E' l'ora di partire, oh abbandonato!

Sul mio cuore piovono fredde corolle.
Oh sentina di rifiuti, feroce tana di naufraghi!

In te si accumularono le guerre e i voli.
Da te innalzarono le ali gli uccelli del canto.

Tutto hai inghiottito, come la lontananza.
Come il mare, come il tempo. Tutto in te fu naufragio!

Era l'ora felice dell'assalto e del bacio.
L'ora dello stupore che ardeva come un faro.

Ansietà di nocchiero, furia di palombaro cieco,
torbida ebbrezza d'amore, tutto in te fu naufragio!

Nell'infanzia di nebbia la mia anima alata e ferita.
Scopritore perduto, tutto in te fu naufragio!

Ti attaccasti al dolore, ti aggrappasti al desiderio.
Ti abbatté la tristezza, tutto in te fu naufragio!

Feci retrocedere la muraglia d'ombra,
andai oltre il desiderio e l'atto.

Oh carne, carne mia, donna che amai e persi,
te, in quest'ora umida, evoco e canto.

Come una coppa albergasti l'infinita tenerezza,
e l'infinito oblio t'infranse come una coppa.

Era la nera, nera solitudine delle isole,
e lì, donna d'amore, mi accolsero le tue braccia.

Era la sete e la fame, e tu fosti la frutta.
Erano il dolore e le rovine, e tu f osti il miracolo.

Ah donna, non so come hai potuto contenermi
nella terra della tua anima, nella croce delle tue braccia!

Il mio desiderio di te fu il più terribile e corto,
il più sconvolto ed ebbro, il più teso e avido.

Cimitero di baci, c'è ancora fuoco nelle tue tombe,
ancora ardono i grappoli sbeccuzzati d'uccelli.

Oh la bocca morsa, oh le baciate membra,
oh gli affamati denti, oh i corpi intrecciati.

Oh la copula pazza di speranza e di vigore
in cui ci annodammo e ci disperammo.

E, la tenerezza, lieve come l'acqua e la farina.
E la parola appena incominciata sulle labbra.

Questo fu il mio destino e in esso viaggiò il mio anelito,
e i n esso cadde il mio anelito, tutto in te fu naufragio!

Oh sentina di rifiuti, in te tutto cadeva,
che dolore non spremesti, che dolore non ti soffoca.

Di caduta in caduta ancora fiammeggiasti e cantasti.
In piedi come un marinaio sulla prua di una nave.

Ancora fioristi in canti, ancora prorompesti in correnti.
Oh sentina di rifiuti, pozzo aperto e amaro.

Pallido palombaro cieco, sventurato fromboliere,
scopritore perduto, tutto in te fu naufragio!

È l'ora di partire, la dura e fredda ora
che la notte lega ad ogni orario.

Il cinturone rumoroso dei mare cinge la costa.
Sorgono stelle fredde, emigrano neri uccelli.

Abbandonato come i moli nell'alba.
Solo l'ombra tremula si contorce nelle mie mani.

Ah più in là di ogni cosa. Ah più in là di ogni cosa.

È l'ora di partire. Oh abbandonato!
Pablo Neruda


un battito di nostalgia

Oggi tutto mi pare valicato
oggi il mio cuore
non è altro
che un battito di nostalgia.

Giuseppe Ungaretti



lunedì 24 giugno 2013

ci morì insieme e smise di amarla

Il primo dono
che le fece
era una fede d'oro

Il secondo a notte fonda
si svegliò
e appoggiandosi ad un gomito,
la baciò

Il terzo ed ultimo
ci morì insieme
e smise di amarla
per convivere con lei

Robert Creeley



giovedì 20 giugno 2013

come se fosse l’unico posto al mondo dove poterlo fare


C’era qualcosa di erotico in quel cupo cielo invernale, con quella fitta coltre di nuvole, il grigio, il vento freddo. Tutto sembrava fatto apposta per spingere a cercare la pelle dell’altro. In quel colore grigio sconfinato, veniva voglia di chiudersi a lungo in una stanza. E in quella stanza, abbandonarsi a un piacere senza limiti, come se fosse l’unico posto al mondo dove poterlo fare.

Banana Yoshimoto - Ricordi di un vicolo cieco

sono a volte coltelli e la notte lampo

Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte due onde
e la notte è oceano.
Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte due pietre
e la notte deserto.
Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte radici
nella notte intrecciate.
Due corpi, uno di fronte all'altro,
sono a volte coltelli
e la notte lampo.

Octavio Paz



Ma lascia almeno ch'io lastrichi con un'ultima tenerezza il tuo passo che s'allontana


Il fumo del tabacco ha roso l'aria.
La stanza
è un capitolo dell'inferno di Kruchenych.
Ricordi?
Accanto a questa finestra
per la prima volta
accarezzai freneticamente le tue mani.
Oggi, ecco, sei seduta,
il cuore rivestio di ferro.
Ancora un giorno,
e mi scaccerai,
forse maledicendomi.
Nella buia anticamera, la mano, rotta dal tremito,
a lungo non saprà infilarsi nella manica.
Poi uscirò di corsa,
e lancerò il mio corpo per la strada.
Fuggito da tutti,
folle diventerò,
consunto dalla disperazione.
Ma non è necessario tutto questo;
cara,
dolce,
diciamoci adesso addio.
Il mio amore,
peso così schiacciante ancora,
ti grava sopra
lo stesso,
dovunque tu fugga.
Lasciami sfogare in un ultimo grido
l'amarezza degli offesi lamenti.
Se lo sfiancano di lavoro, un bue,
se ne va
ad adagiardi sulle fredde acque.
Ma, al di fuori del tuo amore,
per me
non c'è mare,
e dal tuo amore neanche col pianto puoi imetrare tregua.
Se l'elefante sfinito cerca pace,
si stende regalmente sulla sabbia arroventata.
Ma, al di fuori del tuo amore,
per me
non c'è sole,
e io non so neppure dove sei e con chi.
Se così tua avessi ridotto un poeta,
lui
avrebbe lasciato la sua amata per la gloria e il denaro
ma per me
non un solo
suono è di festa
oltre a quello del tuo amato nome.
Non mi butterò nella tromba delle scale,
non ingierò veleno,
non saprò premere il grilletto contro la tempia.
Su di me,
al di fuori del tuo sguardo,
non ha potere la lama di nessun coltello.
Domani dimenticherai
che ti ho incoronato,
che l'anima in fiore ho incenerito con l'amore,
e lo scatenato carnevale dei giorni irrequieti
socompiglierà le pagine dei miei libi...
Potranno mai le foglie secche delle mie parole
trattenerti un momento
per aspirare avidamente?
Ma lascia almeno
ch'io lastrichi con un'ultima tenerezza
il tuo passo che s'allontana.
Vladimir Majakovkij



da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-90351>

mercoledì 19 giugno 2013

Ti resterà la gioia disperata d'aver perso tutto

Per una notte, viaggiatore, sii imprudente,
allunga la tua strada.
Al risveglio, sii come il giorno prigioniero
di una notte di nebbia.

Non evitare il giardino dei cuori persi,
va' in fondo, al termine del cattivo cammino,
dove l'erba è un tappeto di fiori rossi in abbandono,
dove malinconiche acque si dirigono verso il mare ondoso.

A lungo, senza riposo, hai vegliato
sul peso di anni inutili.
Che sia infine tutto dissolto!
Ti resterà la gioia disperata d'aver perso tutto.


Rabindranath Tagore



con rispetto e gratitudine


Viaggiare sentendosi sempre, nello stesso momento, nell'ignoto e a casa, ma sapendo di non avere, di non possedere una casa. Chi viaggia è sempre un randagio, uno straniero, un ospite; dorme in stanze che prima e dopo di lui albergano sconosciuti, non possiede il guanciale su cui posa il capo né il tetto che lo ripara. E così comprende che non si può mai veramente possedere una casa, uno spazio ritagliato nell'infinito dell'universo, ma solo sostarvi, per una notte o per tutta la vita, con rispetto e gratitudine.
Claudio Magris


martedì 18 giugno 2013

tutto il cuore in tutto

Tutto nel cuore e tutto il cuore in tutto:
sarà così alla fine delle fini?
il cuore sparpagliato dappertutto?
senza più notti, senza più mattini?


Patrizia Valduga


Resta pure e sverna

Vieni via,
vieni all’incrocio
delle mie grandi
braccia goffe.
Non vuoi?
Resta pure e sverna.
Nel conto totale infileremo anche
quest’offesa.
Tanto
un giorno
ti prenderò lo stesso,
te sola
o insieme con Parigi.

Vladimir Majakovskij



lunedì 17 giugno 2013

Spesso la musica mi rapisce come fa il mare

Spesso la musica mi rapisce come fa il mare.
Spiego la vela,
sotto una volta di bruma o nel vasto azzurro,
verso la mia pallida stella;
petto in avanti e polmoni gonfi
come la vela,
scavalco il dorso di alti cavalloni
nel velo della notte;
in me sento vibrare tutte le passioni
d'un vascello che soffre;
il vento gagliardo, la tempesta e i suoi moti convulsi
mi cullano sull'abisso immenso.
Altre volte, invece, piatta bonaccia,
grande specchio della mia disperazione!

Charles Pierre Baudelaire



venerdì 14 giugno 2013

ma una magia implacabile mi ha vinto

La notte si addensa attorno a me,
selvaggio e gelido soffia il vento;
ma una magia implacabile mi ha vinto,
e non posso, non posso fuggire.

Alberi giganteschi piegano
i rami spogli appesantiti dalla neve;
veloce la tempesta si fa vicina,
ed io non posso fuggire.

Nuvole e nuvole su di me,
deserti e deserti ai miei piedi;
nessun terrore potrà allontanarmi:
non voglio, non posso fuggire.

Emily Jane Bronte



mercoledì 12 giugno 2013

Terra degli uomini

La terra ci fornisce, sul nostro conto, più insegnamenti di tutti i libri. Perché ci oppone resistenza. Misurandosi con l'ostacolo l'uomo scopre se stesso. Ma per riuscirci gli occorre uno strumento. Gli occorre una pialla, o un aratro. Il contadino, nell'arare, strappa a poco a poco alcuni segreti alla natura, e la verità ch'egli trae è universale. Non diversamente l'aeroplano, strumento delle vie aeree, coinvolge l'uomo in tutti gli antichi problemi.

Antoine de Saint Exupéry - Terra degli uomini

















E a volte i forzuti si accasciano,
dimenticano ogni lezione,
lo sai cosa intendo se dico che a tutto c'è una soluzione,
e tutte le luci si accendono,
miliardi di pixel si Infiammano,
si muovono a ritmo di un battito...di un battito... di un battito!!!
E sotto ai miei piedi c'è un polso,
e sulla mia testa c'è il cielo,
e io vivo proprio nel mezzo,
nella terra degli uomini,
dove suona la musica,
e governa la tecnica,
e mi piace la plastica,
si sperimenta la pratica e...
E si forma la lacrima,
dove suona la musica,
e il futuro si srotola,
e l'amore si fa... E l'amore si fa!!!
Son sempre i migliori che partono,
ci lasciano senza istruzioni,
a riprogrammare i semafori,
in cerca di sante ragioni e c'è sempre un gran sole a sorprenderci nell'indifferenza degli arbitri,
che stanno li a leggere i monitor con le facce impassibili,
e sotto i miei piedi c'è un baratro,
e sulla mia testa c'ho gli angeli,
e qui siamo proprio nel mezzo,
nella terra degli uomini,
dove suona la musica,
l'amicizia si genera,
dove tutto è possibile,
dove un sogno si popola,
la chitarra sia elettrica,
e risuona gli armonici,
dove ridono i salici,
dove piangono i comici,
e la forza si amplifica,
ed il sangue si mescola,
e l'amore è una trappola...
Mica sempre però???
Qualche volta ti libera,
e ti senti una favola,
e ti sembra che tutta la vita non è solamente retorica,
ma sostanza purissima,
che ti nutre le cellule,
e ti fa venir voglia di vivere fino all'ultimo attimo,
dove suona la musica,
nella terra degli uomini,
dove trovi anche un posto per chi ti sorride da un angolo,
fino all'ultimo attimo... fino all'ultimo attimo... fino all'ultimo attimo!!!


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