La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

venerdì 27 settembre 2013

Sarò un fiore o una foglia

Domani,
continuerò ad essere.
Ma dovrai essere molto attento per vedermi.
Sarò un fiore o una foglia.
Sarò in quelle forme e ti manderò un saluto.
Se sarai abbastanza consapevole,
mi riconoscerai,
e potrai sorridermi.
Ne sarò molto felice.

Tich Nhat Hanh



giovedì 26 settembre 2013

E chiunque creda che tutti i frutti maturino contemporaneamente come le fragole, non sa nulla dell'uva

Colui che non sa niente, non ama niente.
Colui che non fa niente, non capisce niente.
Colui che non capisce niente è spregevole.
Ma colui che capisce ama e vede, osserva.
La maggiore conoscenza
è congiunta indissolubilmente all'amore.
E chiunque creda che tutti i frutti
maturino contemporaneamente come le fragole,
non sa nulla dell'uva.

Paracelso



lunedì 23 settembre 2013

Solo una parola


Quando all’improvviso nel mezzo della vita giunge una parola mai pro­nun­ciata prima,
una densa marea ci acco­glie fra le sue brac­cia e comin­cia il lungo viag­gio nella magia appena iniziata,
che si leva come un grido nell’immenso han­gar abban­do­nato dove il muschio rive­ste le pareti,
sulla rug­gine delle crea­ture dimen­ti­cate che abi­tano un mondo in rovina, una parola basta,
una parola e ini­zia la danza scan­dita che ci guida attra­verso una pol­vere spessa di città,
fino alle vetrate di un sana­to­rio oscuro, ai cor­tili dove fio­ri­sce la fulig­gine e si anni­dano ombre dense,
umide ombre che danno vita a donne stanche.
Nes­suna verità risiede in que­sti angoli e, tut­ta­via, lì sor­prende lo sgo­mento muto
che riem­pie la vita con il suo alito di aceto-rancido aceto che scorre nella dispensa madida di un’umile casa di piacere.
E nep­pure que­sto è tutto.
Ci sono anche le con­qui­ste di regioni ardenti, dove gli insetti vigi­lano la copula dei guar­diani della semina che per­dono la voce nelle scon­fi­nate pian­ta­gioni di canna sol­cate da rapidi canali e ret­tili opa­chi dalla bianca e ricca pelle.
Oh lo zelo delle sen­ti­nelle che bat­tono senza tre­gua sonori barili di petrolio
per spa­ven­tare gli insetti osti­nati che la notte invia come una pro­messa di veglia!
In cam­mino verso il mare pre­sto si dimen­ti­cano que­ste cose.
E se una donna attende con le sue bian­che e sode cosce aperte come i rami di un fio­rito pìsamo centenario,
allora il poema giunge al suo fine, non ha più senso il suo mono­tono lamento di fonte tor­bida e sem­pre rin­no­vata dal corpo stanco di viziosi ginnasti.
Solo una parola.
Una parola e ini­zia la danza
di una fer­tile miseria.
Álvaro Mutis



La mia pena è durare oltre quest’attimo

Il pensiero della morte m'accompagna
tra i due muri di questa via che sale
e pena lungo i suoi tornanti. Il freddo
di primavera irrita i colori,
stranisce l'erba, il glicine, fa aspra
la selce; sotto cappe ed impermeabili
punge le mani secche, mette un brivido.

Tempo che soffre e fa soffrire, tempo
che in un turbine chiaro porta fiori
misti a crudeli apparizioni, e ognuna
mentre ti chiedi che cos'è sparisce
rapida nella polvere e nel vento.

Il cammino è per luoghi noti
se non che fatti irreali
prefigurano l'esilio e la morte.
Tu che sei, io che sono divenuto
che m'aggiro in così ventoso spazio,
uomo dietro una traccia fina e debole!

È incredibile ch’io ti cerchi in questo
o in altro luogo della terra dove
è molto se possiamo riconoscerci.
Ma è ancora un’età, la mia
che s'aspetta dagli altri
quello che è in noi oppure non esiste.

L’amore aiuta a vivere, a durare,
l'amore annulla e dà principio. E quando
chi soffre o langue spera, se anche spera,
che un soccorso s’annunci di lontano,
è in lui, un soffio basta a suscitarlo.
Questo ho imparato e dimenticato mille volte,
ora da te mi torna fatto chiaro,
ora prende vivezza e verità.

La mia pena è durare oltre quest’attimo.

Mario Luzi



venerdì 20 settembre 2013

nessuna antenna per richiamarti, nessuna parola

Senza parole
senza parole in petto,
anima spodestata sono,
nessuna antenna per richiamarti,
solo questo mio silenzio,
groviglio in cui ardo, -
qualche lacrima rada
mi si posa come vento sulle ciglia,
tu non la senti
e l'incendio più avvampa
silenzioso -
anima spodestata sono,
nessuna antenna per richiamarti, nessuna parola.

Sibilla Aleramo



Ho posseduto tutto il mondo standogli accanto

Venne a trovarmi chi mi aveva lasciato
e si riscattò per troppa tenerezza
poi che riconobbe i segni dell'abbandono.

Ho posseduto tutto il mondo standogli accanto
e guardandola ho vissuto il tempo mio più bello.

Vibrano e cantano le sue corde quando per tutta la notte
suona ed è bella la sua musica.

E com'è bella nelle sue mani la coppa del rimorso,
frutto e fiato mischiato.

Al-Billanubi



giovedì 19 settembre 2013

non trovò più se stessa per ritornare

Venne in cerca di te
nella calda notte, lungo le strade dai fanali azzurri.
Tutte le strade, allora, la notte erano azzurre
come le vie dei cieli,
e il volto amato
non si vedeva: si sentiva in cuore
E ti trovò, o dolcezza, nell’ombra
casta, velata d’un vapor di stelle.
Fra quel tremolìo d’astri
discesi in terra,
in quell’azzurro di due firmamenti
l’uno a specchio dell’altro, ella
ella pure rispecchiò in te l’anima sua notturna.
E ti seguì con passo di bambina
senza sapere, senza vedere, tacita e fluida.
E allor che il giorno apparve
con fresco riso roseo su l’immenso turchino,
non trovò più se stessa
per ritornare.

Ada Negri



Nulla al mondo è normale

Nulla al mondo è normale.
Tutto ciò che esiste è un frammento del grande enigma.
Anche tu lo sei.
Noi siamo l'enigma che nessuno risolve.

Platone



Non c’è nulla da temere

Non c’è nulla da temere.
Ho toccato il fondo.
Non posso cadere più in basso del tuo cuore.

Marguerite Yourcenar



mercoledì 18 settembre 2013

Misurando coi passi il silenzio entrerai tu come il futuro

Non ci sarà nessuno in casa,
tranne il crepuscolo. Solo
il giorno invernale nel trasparente spiraglio
di cortine dischiuse.

Solo di bianchi umidi fiocchi
il rapido volo balenante.
Solo tetti e la neve e, tranne
tetti e neve, nessuno.

E farà arabeschi di nuovo la brina,
di nuovo mi prenderanno
lo sconforto dell'anno passato
e le vicende di un altro inverno.

E nuovamente mi pungeranno per una
colpa non ancóra perdonata
e la finestra lungo la crociera
una fame di legno stringerà.

Ma d'improvviso per la tenda
passerà il tremito di un'irruzione.
Misurando coi passi il silenzio
entrerai tu come il futuro.

Apparirai sulla soglia indossando
qualcosa di bianco, di semplice,
proprio qualcosa di quelle stoffe,
di cui fanno i fiocchi di neve.

Boris Pasternak



Si può sanguinare per sempre?

L'amore, il vero amore, implica forse la resa totale?
Questa è sempre stata la vera domanda.
E non è forse umano aspettarsi qualcosa,
per quanto piccolo, in cambio dell'amore?
Bisogna essere dei supereroi oppure degli dei?
Ci sono limiti al dare?
Si può sanguinare per sempre?

Henry Miller



martedì 17 settembre 2013

Io sono solo lo specchio vivo dei tuoi sensi.

Tu sei più dei miei occhi perché vedi
ciò che nei miei occhi conservo della tua vita
e così cammino cieco di me stesso
illuminato dai miei occhi che ardono
del tuo fuoco.


Tu sei più del mio orecchio perché ascolti
ciò che nel mio orecchio conservo della tua voce
e così cammino sordo di me stesso
colmo delle tenerezze del tuo accento.
La sola voce tua!


Tu sei più del mio olfatto perché respiri
ciò che il mio olfatto conserva del tuo odore.
E così ignoro il mio proprio aroma,
diffondendo i tuoi ambiti profumi,
rapido frutteto di te.


Tu sei più della mia lingua perché gusti
ciò che sulla mia lingua serbo di te sola,
e così resto insensibile ai miei sapori
gustando il piacere dei tuoi,
sapore unico di te.


Tu sei più del mio tatto perché in me
la tua carezza percepisci e sfoghi.

E così sul mio corpo tocco la delizia
delle tue mani bruciate dalle mie.
Io sono solo lo specchio vivo
dei tuoi sensi. La fedeltà
del lago nella gola del vulcano.

Carlos Pellicer



lunedì 16 settembre 2013

Sarò desiderio? O sarò nube?

Al principio, alla fonte
nessun' acqua torna
se non in forma di nube.
Al principio, alla fonte
nessuna via torna
se non come desiderio.
Oh, cammino, acque, nubi, desiderio.
cosa sarò, se tornerò
all'origine, alla fonte?
Sarò desiderio? O sarò nube?

Lucian Blaga


venerdì 13 settembre 2013

Prova ancora

“Ho sempre tentato.
Ho sempre fallito.”
Non discutere.
Prova ancora.
Fallisci ancora.
Fallisci meglio.

Samuel Beckett



mercoledì 11 settembre 2013

All’acqua rapida ripeti: Io sono.

Tacito amico delle molte lontananze, senti
come lo spazio accresci ad ogni tuo respiro.
Con le fosche campane nella cella oscillando
rintocca anche tu. Ciò che ti consuma
diverrà forza grazie a questo cibo.
Tu entra ed esci dalla metamorfosi.
Qual è la tua esperienza che più duole?
Se t’è amaro il bere, fatti vino.
In questa notte in cui tutto trabocca
sii magica virtù all’incrocio dei tuoi sensi,
dei loro strani incontri sii tu il senso.
E se il mondo ti avrà dimenticato,
di’ alla terra immobile: Io scorro.
All’acqua rapida ripeti: Io sono.
Rainer Maria Rilke


martedì 10 settembre 2013

Per fare un rosso bello

Per fare un rosso bello:
togli cinabrese,
e mista con anguria arsa
pell’ombre iscure,
pelle più chiara, matita e minio,
poi vela con lacca bella.

Leonardo da Vinci



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Parlare con te attraverso il deserto

Voglio una solitudine, voglio un silenzio,
una notte di abisso e l’anima inconsutile,
per dimenticarmi che vivo, liberarmi

dalle pareti, da tutto ciò che imprigiona;
attraversare gli indugi, vincere i tempi
pullulanti di intrecci e ostacoli,

infrangere limiti, estinguere mormorii,
lasciar cadere le frivole colonne
di allegorie vagamente erette.

Essere la tua ombra, la tua ombra, soltanto,
e star vedendo e sognando alla tua ombra
l’esistenza dell’amore risuscitata.

Parlare con te attraverso il deserto.


Cecilia Meireles



il tuo cuore mi dà una valle densa di cicuta e passione d'aspra scienza

La luce, questo fuoco che divora.
Questo paesaggio grigio che m'attornia.
Questa pena per una sola idea.
Quest'angoscia di cielo, terra e d'ora.

Questo pianto di sangue che decora
lira senza timbro, torcia senza presa
Questo peso del mare che mi frusta.
Questo scorpione che attende entro di me.

Ghirlanda d'amore, letto di ferito
sono e di insonne, sogno la presenza
tua nel fondo in rovina del mio petto;

e se ricerco una vetta di prudenza
il tuo cuore mi dà una valle densa
di cicuta e passione d'aspra scienza.

Federico Garcia Lorca



Ma il giorno è muto e tu invece mi porti la tua voce

Stavo per dirti addio, ma ho frenato
la voce e sono qui ancora con te.
Quanto l’odiosa notte di Acheronte
io temo la tua amara lontananza.
Come la tua luce è simile al giorno!
Ma il giorno è muto
e tu invece mi porti la tua voce,
più dolce di quella delle sirene.
Ad essa è legata ogni mia speranza.

Paolo Silenziario



venerdì 6 settembre 2013

Odimi, odimi, Astarte


Manfred

Odimi, odimi, Astarte,
amata, parlami! Tanto ho sofferto
e soffro ancora tanto. Guardami
La tua fossa non ti ha mutato tanto
quant'io son mutato per te.
Troppo mi amasti, come io ti amai.
Non eravamo tatti per torturarci così,
quantunque tosse il più empio dei peccati
amarci come noi ci amammo ...
Dimmi che tu non mi detesti ...
Che io sconto il castigo per entrambi,
che tu sarai del numero beato,
e io morrò ... Perché finora tutto
quel che odio cospira a incatenarmi
all'esistenza, a una vita che mi esclude
dall'immortalità, dove il futuro
è simile al passato. Non ho tregua.
Non so che cosa chiedere o cercare.
Sento soltanto quello che tu sci
e io sono. Ma, prima di morire
vorrei udire di nuovo quella voce
che era la mia musica.

Parlami! Ti ho invocato nelle notti
serene, ho spaventato gli uccelli
addormentati tra i silenziosi rami,
per chiamare te ...
Ho risvegliato i lupi montani
ho appreso alle caverne a riecheggiare
invano il nome tuo adorato; tutto
rispose, tranne la tua voce. Parlami!
Ho errato sulla terra e non ho mai
trovato a te l'uguale. Parlami!
T'ho cercato tra le stelle a venire,
ho contemplato il cielo inutilmente,
senza trovarti mai. Parlami! Guarda,
i demoni a me attorno, hanno pietà
di me che non li temo ed ho pietà
per te soltanto. Parlami! Sdegnata,
se vuoi, ma parlami! ... Dimmi
non so che cosa, ma che io ti senta
una volta ancora ...


Fantasma d'Astarte

Manfredi!


Manfred

Parla, continua! Io vivo in questo suono.
È la tua voce.
Fantasma

Manfredi; domani avranno termine
le tue sventure terrene. Addio.


Manfred

Ancora una parola: ho il tuo perdono?


Fantasma

Addio.
Manfred

Dimmi: ci rivedremo ancora?
Fantasma

Addio.
Manfred
... Pietà ... Dimmi che m'ami.


Fantasma

Manfredi!


(Il fantasma d'Astarte scampare)


- Accennata ignoranza della servitù -

Strano davvero! Notte dopo notte
ha vegliato per anni in questa torre
... solo ... v'è certamente qualche stanza
dove nessuno entra ...

Contentati di quello che già sai


Manfred

Che ora è?


Manca un'ora al tramonto.


Manfred

Hai disposto ogni cosa nella torre?


Tutto. Ecco qui la chiave e lo scrigno.


Manfred

Bene. Puoi andare.


giovedì 5 settembre 2013

Sapendolo di nuovo sceglierei questo lungo cammino fino a te

Fu lungo il mio cammino fino a te,
la vita intera quasi ti cercai
per serpeggianti avidi incontri
con altri, e tu non venivi.

E fino a dove s'apriva il tuo sguardo,
ombre attraversai e rumori sordi,
ma trapelava da me soltanto
purezza di suoni - per amor tuo.

Ogni tua carezza io piansi,
Prima che fosse nata la difesi,
e il nostro futuro incontro custodivo
con pazienza nel mio petto.

Fu lungo il mio cammino fino a te,
immensamente lungo, e quando tu davvero
finalmente davanti a me sei apparso,
ho riconosciuto te, ma me stessa a stento.

Immensi spazi avevo in me raccolto,
sconfinati aromi, timbri e desideri,
e abbracciavo ormai uno spazio così vasto
che accanto a me dovevi fermarti.

Fu lungo il mio cammino fino a te,
e ci ha unito per un incontro breve.
Sapendolo di nuovo sceglierei
questo lungo cammino fino a te.

Blaga Dimitrova



Mai l'acqua e il fuoco si mischieranno

Mi tormenta l'anima il tuo amore
Non posso odiarti
Non posso amarti
È difficile odiare se gli hai voluto bene
È difficile amare se lui non vuole più
Mai l'acqua e il fuoco si mischieranno
Mai non saremo fedeli amici...

Teognide



mercoledì 4 settembre 2013

se il dimenticare fosse in nostro potere

Avremmo perduto la memoria stessa,
insieme alla lingua,
se il dimenticare
fosse in nostro potere
così come il tacere.

Publio Cornelio Tacito



Io sono come uno stagno copioso e a te sembro una fonte inaridita

Se ti odiassi, il mio odio con parole
ti colpirebbe, nitido e sicuro;
ma ti amo e il mio amore non si affida
a questo umano idioma così oscuro!
Tu lo vorresti in urlo convertito,
ma viene così dall'intimo il suo getto
bruciante che lo senti indebolito,
prima che arrivi alla gola e al petto.
Io sono come uno stagno copioso
e a te sembro una fonte inaridita.
Ciò per il mio silenzio doloroso
più atroce che se fossi seppellita!

Gabriela Mistral



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