La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

venerdì 29 novembre 2013

Bello essere gran tenerezza con un cuore vicino, con un dolore remoto

Le strade non portano
a nessuna meta,
tutte terminano in noi.
La fiamma del crepuscolo
ci fonde in unità.
È bello camminare,
sognare, cantare.
Bello essere gran tenerezza
con un cuore vicino,
con un dolore remoto.
La sera si denuda,
mostra i suoi ori profondi.
Ogni forma ci incanta
col suo vino gioioso.
Ormai non c'è nulla:
passato, futuro, ombre, gioie,
fuori di noi.
La sera spolvera
il suo caldo tesoro.
I suoi pampini di fuoco
stillano nei nostri occhi.
La sera è nostra.
Il mondo fu fatto per noi.
Siamo il suo centro vivo
e gira il tempo intorno.
Passa e non può ferire
col suo dolore remoto
il nostro cuore vicino.
Le strade non portano
a nessuna meta,
tutte terminano in noi.

Josè Hierro Real



lunedì 25 novembre 2013

È un ricordo tra tanti altri.


Quante volte t’ho atteso alla stazione
nel freddo, nella nebbia. Passeggiavo
tossicchiando, comprando giornali innominabili,
fumando Giuba poi soppresse dal ministro
dei tabacchi, il balordo!
Forse un treno sbagliato, un doppione oppure una
sottrazione. Scrutavo le carriole
dei facchini se mai ci fosse dentro
il tuo bagaglio, e tu dietro, in ritardo.
poi apparivi, ultima. È un ricordo
tra tanti altri. Nel sogno mi perseguita.
Eugenio Montale

martedì 19 novembre 2013

e io ti guardo e ho paura di rompermi

Una rosa mi sboccia sulla guancia
se mi baci
e io ti guardo
e ho paura di rompermi.
Il tuo sguardo è un fuoco
che s’innalza all’improvviso
e io penso alla lunga vita della rosa
che aspetta senza angoscia
di diventare eterna.

Alda Merini


vanghe infuocate che scavano

Quella cosa infernale dentro nel petto,
batticuore,
affanno,
devastazione,
vanghe infuocate che scavano [...]

Dino Buzzati - Un amore



venerdì 15 novembre 2013

io ti cielo

È lecito inventare dei verbi nuovi?
Voglio regalartene uno: io ti cielo, così che le mie ali possano distendersi smisuratamente, per amarti senza confini.
Frida Kahlo

©foto tiziana

giovedì 14 novembre 2013

Stranamente silenziosa, chiaramente visibile, risolutamente sospesa

...le lacrime esistono al di là della luce,
al di là della pesantezza,
e persino al di là del silenzio.
E' allora che piangiamo per davvero:
lachrimae verae.
Da questa eloquenza silenziosa
nasce una conversazione infinita.
Parola sensibile,
parola necessaria e impossibile,
la lacrima ha questo di paradossale:
più è discreta, più significa, e più sfiora,
più ci tocca nel profondo.
Stranamente silenziosa,
chiaramente visibile,
risolutamente sospesa,
è una scrittura che esiste solo
nelle sue cancellature...

Jean Loup Charvet 




lunedì 11 novembre 2013

Lascia la spina, cogli la rosa


Lascia la spina,
cogli la rosa;
tu vai cercando
il tuo dolor.
Canuta brina per mano ascosa,
giungerà quando
noi crede il cor.

George Frideric Handel - Il Trionfo del Tempo e della Verità




Chiunque noi siamo

Chiunque noi siamo,
e qualunque cosa possediamo,
il dolore,
ch’è essenza della vita,
non si lascia rimuovere.

Arthur Schopenhauer



Vuoi essere la mia porta-aerei?


“Anch'io ti voglio. Come porta-aerei, Benjamin. Vuoi essere la mia porta-aerei? Verrò a posarmi di tanto in tanto, per rifare il pieno di sensazioni.”

Posati bellezza, e vola via quando vuoi. Io da questo momento navigo nelle tue acque.


Daniel Pennac - Il paradiso degli orchi




venerdì 8 novembre 2013

Taci, anima stanca di godere e di soffrire

Taci,
anima stanca di godere e di soffrire
(all'uno e all'altro vai rassegnata).
Nessuna voce tua odo se ascolto:
non di rimpianto per la miserabile giovinezza,
non d'ira o di speranza,
e neppure di tedio.
Giaci come il corpo, ammutolita,
tutta piena d'una rassegnazione disperata.
Non ci stupiremmo,
non è vero, mia anima,
se il cuore si fermasse,
sospeso se ci fosse il fiato.
Invece camminiamo,
camminiamo io e te come sonnambuli.
E gli alberi son alberi,
le case sono case,
le donne che passano son donne,
e tutto è quello che è,
soltanto quel che è.
La vicenda di gioia e di dolore non ci tocca.
Perduto ha la voce la sirena del mondo,
e il mondo è un grande deserto.
Nel deserto io guardo con asciutti occhi me stesso.

Camillo Sbarbaro



Amore è un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai

Non sia mai ch'io ponga impedimenti
all'unione di anime fedeli; Amore non è Amore
se muta quando scopre un mutamento
o tende a svanire quando l'altro s'allontana.
Oh no! Amore è un faro sempre fisso
che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;
è la stella-guida di ogni sperduta barca,
il cui valore è sconosciuto, benché nota la distanza.
Amore non è soggetto al Tempo, pur se rosee labbra e gote
dovran cadere sotto la sua curva lama;
Amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio:
se questo è errore e mi sarà provato,
io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato.


William Shakespeare - Sonetto 116


martedì 5 novembre 2013

L'inverno è la stagione più cara, nelle sue luci mi sei venuta incontro

Come pesa la neve su questi rami
come pesano gli anni sulle spalle che ami.
L'inverno è la stagione più cara,
nelle sue luci mi sei venuta incontro
da un sonno pomeridiano,
un'amara ciocca di capelli sugli occhi.
Gli anni della giovinezza sono anni lontani.

Attilio Bertolucci



Cosa ignota e selvaggia sei rinata dal mare

Sempre vieni dal mare
e ne hai la voce roca,
sempre hai occhi segreti
d'acqua viva tra i rovi,
e fronte bassa, come
cielo basso di nubi.
Ogni volta rivivi
come una cosa antica
e selvaggia, che il cuore
già sapeva e si serra.
Ogni volta è uno strappo,
ogni volta è la morte.
Noi sempre combattemmo.
Chi si risolve all'urto
ha gustato la morte
e la porta nel sangue.
Come buoni nemici
che non s'odiano più
noi abbiamo una stessa
voce, una stessa pena
e viviamo affrontati
sotto povero cielo.
Tra noi non insidie,
non inutili cose -
combatteremo sempre.
Combatteremo ancora,
combatteremo sempre,
perché cerchiamo il sonno
della morte affiancati,
e abbiamo voce roca
fronte bassa e selvaggia
e un identico cielo.
Fummo fatti per questo.
Se tu od io cede all'urto,
segue una notte lunga
che non è pace o tregua
e non è morte vera.
Tu non sei più. Le braccia
si dibattono invano.
Fin che ci trema il cuore.
Hanno detto un tuo nome.
Ricomincia la morte.
Cosa ignota e selvaggia
sei rinata dal mare.

Cesare Pavese



in questa vita e in altre vite, immortale

Sono il vuoto,
sono tutto ciò che esiste,
sono in ogni foglia del bosco,
in ogni goccia di rugiada,
in ogni particella di cenere che l'acqua trascina via,
sono Paula e sono anche me stessa,
sono nulla e tutto il resto
in questa vita e in altre vite,
immortale...

Isabel Allende



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