La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

giovedì 14 febbraio 2013

Chimerica è la forma del tuo cuore

Quei tuoi capelli d'arance nel vuoto del mondo,
nel vuoto dei vetri grevi di silenzio e
d'ombra ove a mani nude cerco ogni tuo riflesso,

Chimerica è la forma del tuo cuore
e al mio desiderio perduto il tuo amore somiglia.
O sospiri di ambra, sogni, sguardi.

Ma non sempre sei stata con me, tu. La memoria
m’è oscurata ancora d’averti vista giungere
e sparire. Ha parole il tempo, come l’amore.


Paul Eluard


E ti appartengo sempre.


Oggi verrei a casa tua.
farei questo lungo viaggio 
solo per infilare questi versi 
nella fessura sotto la porta, 
non potrei rompere 
il divieto di rivederci. 
Niente, vorrei dirti, 
solo questo niente. 
Fu detto già tutto. 
Da quando ci siamo separati 
sopravviviamo, 
siamo la rovina di quel tempo. 
Ma questo mio niente dopo di te 
mi sostiene e si rafforza, 
cresce bene con gli anni, 
si fa grande, muta la voce, 
non vuole più stare con me, 
esce sempre più spesso 
a cercare altro niente, 
inutilmente bello come fui. 
I nostri occhi han fissato il sole, 
non guardano più, 
ricordano di aver visto. 
A che servirebbe rivederti? 
Perderei il mio niente. 
Di tutte le cose che potevo fare 
ho sempre scelto una sola, 
monco di troppe vite non fatte 
tu sei il Niente che mi ha scelto. 
E ti appartengo sempre. 

Roberto Pazzi


Non ti chiedo perdono per non amarti più. Perdonami d'averti amato.


Non t'amo più... È un finale banale.
Banale come la vita, banale come la morte.
Spezzerò la corda di questa crudele romanza,
farò a pezzi la chitarra: ancora la commedia perché recitare!
Al cucciolo soltanto, a questo mostriciattolo peloso, non è dato capire
perché ti dai tanta pena e perché io faccio altrettanto.
Lo lascio entrare da me, e raschia la tua porta,
lo lasci passare tu, e raschia la mia porta,

C'è da impazzire, con questo dimenio continuo...
O cane sentimentalone, non sei che un giovanotto...
Ma io non cederò al sentimentalismo.
Prolungar la fine equivale a continuare una tortura.

Il sentimentalismo non è una debolezza, ma un crimine
quando di nuovo ti impietosisci, di nuovo prometti
e provi, con sforzo, a mettere in scena un dramma
dal titolo Ottuso "Un amore salvato".

È fin dall'inizio che bisogna difendere l'amore
dai "mai" ardenti e dagli ingenui "per sempre! ".
E i treni ci gridavano: "Non si deve promettere! ".
E i fili fischiavano "Non si deve promettere! ".

I rami che s'incrinavano e il cielo annerito dal fumo
ci avvertivano, ignoranti presuntuosi,
che è ignoranza l'ottimismo totale,
che per la speranza c'è più posto senza grandi speranze.

È meno crudele agire con sensatezza e giudiziosamente soppesare gli anelli
prima di infilarseli, secondo il principio dei penitenti incatenati.
È meglio non promettere il cielo e dare almeno la terra,
non impegnarsi fino alla morte, ma offrire almeno l'amore d'un momento.

È meno crudele non ripetere "ti amo", quando tu ami.
È terribile dopo, da quelle stesse labbra
sentire un suono vuoto, la menzogna, la beffa, la volgarità
quando il mondo falsamente pieno, apparirà falsamente vuoto.

Non bisogna promettere... L'amore è inattuabile.
Perché condurre all'inganno, come a nozze?
La visione è bella finché non svanisce.
È meno crudele non amare, quando dopo viene la fine.

Guaisce come impazzito il nostro povero cane,
raspando con la zampa ora la mia, ora la tua porta.
Non ti chiedo perdono per non amarti più. Perdonami d'averti amato.

Evgenij (Aleksandrovic) Evtusenko


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