La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori.
Alda Merini

martedì 4 febbraio 2014

un mezzo per scambiarvi segnali e riconoscervi


Hai con te il libro che stavi leggendo al caffè e che sei impaziente di continuare, per poterlo poi passare a lei, per comunicare ancora con lei attraverso il canale scavato dalle parole altrui, che proprio in quanto pronunciate da una voce estranea, dalla voce di quel silenzioso nessuno fatto d’inchiostro e di spaziature tipografiche, possono diventare vostre, un linguaggio, un codice tra voi, un mezzo per scambiarvi segnali e riconoscervi.

Italo Calvino - Se una notte d’inverno un viaggiatore

Ci fermiamo a metà della frase, senza scampo sorridenti.

Siamo molto cortesi l'uno con l'altro,
diciamo che e' bello incontrarsi dopo anni.

Le nostre tigri bevono latte.
I nostri sparvieri vanno a piedi.
I nostri squali affogano nell'acqua.
I nostri lupi sbadigliano alla gabbia aperta.

Le nostre vipere si sono scrollate di dosso i lampi,
le scimmie gli slanci, i pavoni le penne.
I pipistrelli gia' da tanto sono volati via dai nostri capelli.

Ci fermiamo a metà della frase,
senza scampo sorridenti.
La nostra gente
non sa parlarsi.


Wislawa Szymborska


Verso il mare della dimenticanza


Verso il mare della dimenticanza
Non è necessario che tu mi ascolti, non è importante che tu senta le mie parole, 
no, non è importante, ma io ti scrivo lo stesso (eppure sapessi com’è strano, per me, scriverti di nuovo, 
com’è bizzarro rivivere un addio…) 
Ciao, sono io che entro nel tuo silenzio. 

Che vuoi che sia se non potrai vedere come qui ritorna primavera 
mentre un uccello scuro ricomincia a frequentare questi rami, 
proprio quando il vento riappare tra i lampioni, sotto i quali passavi in solitudine. 
Torna anche il giorno e con lui il silenzio del tuo amore. 

Io sono qui, ancora a passare le ore in quel luogo chiaro che ti vide amare e soffrire… 

Difendo in me il ricordo del tuo volto, così inquietamente vinto; 
so bene quanto questo ti sia indifferente, e non per cattiveria, bensì solo per la tenerezza 
della tua solitudine, per la tua coriacea fermezza, 
per il tuo imbarazzo, per quella tua silenziosa gioventù che non perdona. 

Tutto quello che valichi e rimuovi 
tutto quello che lambisci e poi nascondi, 
tutto quello che è stato e ancora è, tutto quello che cancellerai in un colpo 
di sera, di mattina, d’inverno, d’estate o a primavera 
o sugli spenti prati autunnali - tutto resterà sempre con me. 

Io accolgo il tuo regalo, il tuo mai spedito, leggero regalo, 
un semplice peccato rimosso che permette però alla mia vita di aprirsi in centinaia di varchi 
sull’amicizia che hai voluto concedermi 
e che ti restituisco affinché tu non abbia a perderti. 

Arrivederci, o magari addio. 
Lìbrati, impossèssati del cielo con le ali del silenzio 
oppure conquista, con il vascello dell’oblio, il vasto mare della dimenticanza.

Josif Brodskij



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